
DSA: Dove Siamo Arrivati
DSA: Dove Siamo Arrivati
Sabato 10 marzo, presso i locali dell’Associazione Lavorora di Ponsacco, si è tenuto un incontro gratuito sui DSA. In questo articolo cercherò di riassumere il materiale che è stato mostrato attraverso le slides. Spero possa diventare un utile vademecum per tutti coloro che, a diversi ordini e gradi, si interfacciano con la problematica degli apprendimenti. Buona lettura!!!
Introduzione
Dislessia: disturbo nella lettura (intesa come abilità di decodifica del testo)
Disortografia: disturbo nella scrittura (intesa come abilità di codifica fonografica e competenza ortografica);
Disgrafia: disturbo nella grafia (intesa come abilità grafomotoria, componente esecutiva);
Discalculia: disturbo nelle abilità di numero e di calcolo (intese come capacità di comprendere e operare con i numeri).
Per parlare di DSA è necessario che siano soddisfatti i criteri di specificità, ossia il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo e discrepanza tra abilità nel dominio specifico interessato e l’intelligenza generale. Per far questo è necessario usare test standardizzati, per misurare l’abilità specifica e l’intelligenza generale; escludere la presenza di altre condizioni che potrebbero influenzare i risultati in questi test, come menomazioni sensoriali e neurologiche, disturbi significativi nella sfera emotiva, situazioni ambientali di svantaggio socio-culturale che possono interferire con un’adeguata istruzione.
I dsa mostrano una prevalenza oscillante tra il 2,5 e il 3,5% della popolazione in età evolutiva per la lingua italiana.
La compromissione dell’abilità specifica deve essere significativa, cioè -2ds dai valori normativi attesi per l’età e la classe frequentata il livello intellettivo deve essere nella norma, qi non inferiore a -1ds (valore di 85) rispetto ai valori medi attesi per età. Per poter fare una diagnosi di DSA è necessario che si sia concluso il normale processo di insegnamento delle abilità di lettura e scrittura (fine della seconda primaria) e di calcolo (fine della terza primaria). Questo non significa che non sia possibile individuare fattori di rischio (personali e familiari) e indicatori di ritardo di apprendimento che possono consentire l’attuazione di attività e interventi mirati e precoci e garantire una diagnosi tempestiva.
Dobbiamo fare DIAGNOSI FUNZIONALE, cioè stabilire quali processi di apprendimento e/o adattamento sono usati dal soggetto con problemi cognitivi. Si tratta di constatare quali strategie sono presenti, quali sono le abilità residue e/o compromesse, quali potenzialità sono intatte e quali sono i livelli di sviluppo raggiunti ed attesi.
Vengono prese in considerazione:
- l’area degli apprendimenti scolastici;
- quella dello sviluppo delle abilità cognitive primarie
- quella della condizione emotivo relazionale
- quella del livello del funzionamento cognitivo e delle potenzialità di sviluppo
- quella dello sviluppo prassico-motorio.
Spesso si parla di comorbidità, ossia la compresenza di più disturbi specifici oppure la compresenza di altri disturbi neuropsicologici (come il disturbo dell’attenzione con iperattività) e psicopatologici (ansia, depressione e disturbi della condotta).
I bambini che presentano DSA spesso hanno anche altre difficoltà. Tra queste, ricordiamo:
- riconoscere la dx e la sx;
- memorizzazione e nel recupero di sequenze (giorni settimana, mesi, stagioni, alfabeto, ecc.);
- nel dire l’ora e leggere l’orologio analogico;
- compiti di memoria a breve termine;
- memorizzazione termini specifici (date e nomi)
- orientarsi nello spazio e nel tempo (linea del tempo)
- motorie fini e impaccio motorio (allacciarsi le scarpe…)
Dislessia Evolutiva
Disturbo della lettura che si manifesta in soggetti in età evolutiva privi di deficit neurologici, cognitivi, sensoriali e relazionali e che hanno usufruito di normali opportunità educative e scolastiche. Più precisamente è la difficoltà del controllo del codice scritto, difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in maniera corretta e fluente.
Il deficit è di natura sensoriale, presenta familiarità ed è accentuato nei maschi con rapporto 3:1
Caratteristiche della Dislessia Evolutiva:
- qi nella norma
- lettura lenta e poco fluida
- lettura con molti errori
Può presentare:
- difficoltà ortografiche
- difficoltà nella scrittura dei numeri
- difficoltà di apprendimento delle tabelline e del calcolo mentale
- instabilità motoria e/o disturbi di attenzione
- difficoltà a memorizzare termini nuovi e definizioni
Gli errori possono essere:
- di tipo fonologico: scambi; omissioni- aggiunte; inversione di lettere
- di tipo grafemico: errori di regole; doppie; attaccatura- staccatura parole
Le difficoltà del bambino dislessico:
- lettere sorde: f s ch p t k
e le sonore corrispondenti: v z j b d g - differenziazione visiva crea confusione tra le forme simili: alto/basso, destra/sinistra
esempio: u/n p/q b/d f/t m/n - mancata percezione del numero degli elementi dei segni m/n
- distinguere l’ordine di successione delle lettere o delle sillabe per un problema nell’orientamento spaziale, il bambino inverte l’ordine delle lettere.
La lettura è lenta e/o poco accurata, con spezzettamento di sillabe o parole, lo sguardo non precede l’articolazione, ma resta legato alla sillaba o alla parola che essi sono in procinto di articolare. L’eloquio è lento, esitante, le parole non sono raggruppate, la punteggiatura non è rispettata ed il tono è monotono, inespressivo, per cui il testo diventa incomprensibile tanto per il lettore quanto per l’uditore.
La Disortografia
Disturbo nella scrittura intesa come abilità di codifica fonografica e competenza ortografica.
Caratteristiche
La Disortografia interferisce con il contenuto del messaggio, perché non viene rispettata la trasformazione fonema-grafema corretta. Per questo, molto spesso, si trovano difficoltà nel dettato.
Quali sono le cause:
- difficoltà ad effettuare un’adeguata segmentazione o analisi fonologica
- difficoltà nel mantenere in memoria la sequenza fonologica per poterla tradurre graficamente in modo corretto
- difficoltà nella conversione fonema- grafema
- povertà lessicale
Gli errori possono essere:
- non fonologici: errori a livello di rappresentazione ortografica e comprendono: -separazioni illegali ( in sieme invece di insieme) – fusioni illegali (lacqua invece di l’acqua) – scambio grafema omofono (squola invece di scuola) – omissioni o aggiunta di h (ha casa invece di a casa)
- errori fonologici: non viene rispettato il rapporto tra fonemi e grafemi e comprendono: – le sostituzioni: d-t f-v c-g r-l – le omissioni e aggiunte di lettere: folia per foglia – le inversioni: vengono invertite le sillabe o le lettere: lapa per pala
- errori fonetici: – omissioni o aggiunta di accenti – omissioni o aggiunta di doppie.
Disgrafia
E’ una difficoltà specifica nella riproduzione dei segni alfabetici e numerici il cui tracciato appare incerto, irregolare nella forma e nella dimensione, inadeguato in tutto e in parte ai modelli. La riproduzione grafica avviene in modo adeguato quando il soggetto ha sufficientemente maturato: motricità fine, percezione visiva e rappresentazione.
Attività utili da proporre:
- manipolazione di oggetti e materiali in forma spontanea (pongo, das)
- educazione senso-percettiva
- educazione psicomotoria
- coordinazione oculo-manuale
- rilassamento
- conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo
- lateralità
- ricongiunzione analitica delle componenti spaziali
- osservazione ed uso immagini per perfezionare la capacità di orientamento, di organizzazione e di strutturazione spazio-temporale
- impostazione della scrittura in stampatello maiuscolo
- abbinamento di esercizi di scrittura ad esempi fonologici, metafonologici, di decodifica.
Le attività devono essere proposte in modo continuo in quanto l’acquisizione del soggetto disgrafico è lento e il suo processo di sviluppo grafo-motorio necessita di essere sollecitato, incoraggiato.
Discalculia
Disturbo delle abilità numeriche che si manifesta in soggetti di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurobiologici. Può o meno presentarsi associato alla dislessia.
E’ necessario distinguere tra:
- DISTURBO SU BASI NEUROLOGICHE: 2.5 % dei bambini è incerta la normalizzazione a seguito di un intervento riabilitativo
- DIFFICOLTA’ DI CALCOLO: 17.5 % hanno appreso male, hanno percorsi cognitivi sbagliati
Processi di base della competenza numerica
- processi lessicali (regolano il nome del numero) 4, quattro
- processi semantici (regolano la comprensione della quantità) 4 = @@@@
- processi sintattici (grammatica interna = valore posizionale delle cifre)
Le difficoltà:
- leggere e scrivere correttamente i numeri (1005 al posto di 105)
- imparare le tabelline
- esecuzione dei calcoli mentali
- esecuzione dei calcoli scritti (procedure)
Tipologie di discalculia:
- per le cifre: difficoltà nell’acquisizione dei processi lessicali sia nel sistema di comprensione del numero che di produzione del calcolo
- procedurale: difficoltà nell’acquisizione delle procedure e degli algoritmi del calcolo
- per i fatti aritmetici: difficoltà nell’acquisizione dei fatti aritmetici all’interno del sistema del calcolo
Errori nel sistema del calcolo
- errori nel recupero di fatti aritmetici
- errori nel mantenimento e nel recupero delle procedure
- errori nell’applicazione delle procedure – scelta delle prime cose da fare – condotta da seguire nell’operazione – regole del riporto e del prestito – passaggio ad una nuova operazione – progettazione e verifica
- difficolta’ visuospaziali
Cosa si può fare?
Per aiutare i soggetti che presentano DSA possiamo avere degli accorgimenti.
Innanzitutto è necessario organizzare l’ambiente:
- definire una routine e i tempi per lo svolgimento dei compiti;
- definire i tempi necessari per le diverse materie;
- avere chiaro quali materiali possono essere utili e necessari per lo svolgimento di quella materia;
- organizzare il tavolo e i materiali;
- limitare le distrazioni per alcuni bambini il muoversi, il giocherellare, guardare altrove sono strategie per stare attenti.
In secondo luogo, è importante individuare e comprendere lo stile cognitivo dello studente, al fine di favorire la comprensione.
Nella lettura del testo, è utile semplificarlo. Per i bambini più piccoli, questo può essere fatto dall’educatore, mentre i più grandi possono essere aiutati, al fine di sviluppare l’autonomia.
Un buon consiglio per facilitare la comprensione, è quello di far leggere prima le domande e dopo il testo, così da focalizzare l’attenzione individuare le parole chiave.
Strumenti e strategie per leggere:
- libri con molte immagini, storie animate;
- tecniche di lettura (scorsa rapida, lettura analitica, lettura selettiva);
- lettura registrata;
- sintesi vocale (gestione autonoma)
Per facilitare la lettura, è preferibile usare font leggibili e chiari, come ad esempio Arial e Verdana, carattere 12/14, con interlinea doppia.
Gli strumenti compensativi
Di seguito un elenco puntato dei principali strumenti compensativi:
- tabella dei caratteri alfabetici
- tabella delle abbreviazioni grammaticali
- tabelle e spiegazioni delle regole ortografiche e grammaticali
- tabelle delle formule di geometria, tabella delle misure e tutta la matematica della scuola primaria
- calcolatrice
- tavola pitagorica
- software per la scrittura e la lettura, con predizione lessicale e correttore ortografico
- computer
- sintesi vocale
- linea dei numeri
- facilitazione della scrittura matematica
- assistenza al calcolo e alle espressioni
- altri software specifici per la didattica della matematica nei casi di discalculia
- cartine tematiche, cartelloni riassuntivi, poster schematici per le materie di studio e le regole
- vocabolario o dizionario digitali per italiano e lingue straniere
- organizzatori visivi dei testi per creare mappe, schemi e diagrammi
- libri ad alta leggibilità
- libri di testo in formato digitale
- registratore
- dizionari computerizzati
I dispensativi
Le principali misure dispensative sono:
- non lettura ad alta voce in classe (a meno di una richiesta esplicita del bambino)
- non scrittura veloce sotto dettatura
- non uso del vocabolario
- non studio mnemonico delle tabelline
- tempi più lunghi per le prove scritte
- tempi più lunghi per lo studio
- interrogazioni programmate
- assegnazione di compiti a casa in misura ridotta e adeguata alle possibilità del bambino
- possibilità di uso di testi adattati
- non correzione degli errori ortografici
non studio delle lingue straniere in forma scritta
Sul piano dei suggerimenti all’insegnante, è utile ricordare:
- valutazione delle prove scritte e orali con modalità che tengano conto del contenuto e non della forma
- ridurre il numero di esercizi nelle verifiche, senza modificare il contenuto
- scomposizione del compito
- lavoro sulle diverse sotto-componenti: non possono fare tutto e tutto insieme
- valutazione separata delle diverse componenti
- definizioni di obiettivi compatibili con l’organizzazione del disturbo
- uso di strumenti che aggirino il disturbo
- lo studio dell’inglese dovrebbe prevedere forme di apprendimento orali e non scritte.
La Legge 170/2010
Per il testo completo della Legge e per Le Linee Guida, si rimanda al sito internet AID Italia https://www.aiditalia.org/it/dislessia-a-scuola/legge-170-2010.
Bibliografia e Sitografia
Una didattica per la discalculia. (aid)
Dislessia. Attività di recupero. (aid)
La dislessia. (De Grandis, Erickson)
Disgrafia e recupero delle difficoltà grafomotorie. (Pratelli, Erickson)
Come leggere la dislessia e i Dsa. (Stella, Giuntiscuola)
Le difficoltà di apprendimento a scuola. (Cornoldi, Il Mulino)
www.airipa.it
www.aiditalia.org
www.lineeguidadsa.it materiali
www.erickson.it
www.anastasis.it
Dott.ssa Federica Giusti
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