La follia di Orlando e le follie “moderne”
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Non son, non sono io quel che paio in viso:
quel ch’era Orlando è morto ed è sotterra;
la sua donna ingratissima l’ha ucciso:
sì, mancando di fé, gli ha fatto guerra.
Io son lo spirto suo da lui diviso,
ch’in questo inferno tormentandosi erra,
acciò con l’ombra sia, che sola avanza,
esempio a chi in Amor pone speranza.»
129
Pel bosco errò tutta la notte il conte;
e allo spuntar de la diurna fiamma
lo tornò il suo destin sopra la fonte
dove Medoro isculse l’epigramma.
Veder l’ingiuria sua scritta nel monte
l’accese sì, ch’in lui non restò dramma
che non fosse odio, rabbia, ira e furore;
né più indugiò, che trasse il brando fuore.
130
Tagliò lo scritto e ‘l sasso, e sin al cielo
a volo alzar fe’ le minute schegge.
Infelice quell’antro, ed ogni stelo
in cui Medoro e Angelica si legge!
Così restar quel dì, ch’ombra né gielo
a pastor mai non daran più, né a gregge:
e quella fonte, già si chiara e pura,
da cotanta ira fu poco sicura;
131
che rami e ceppi e tronchi e sassi e zolle
non cessò di gittar ne le bell’onde,
fin che da sommo ad imo sì turbolle
che non furo mai più chiare né monde.
E stanco al fin, e al fin di sudor molle,
poi che la lena vinta non risponde
allo sdegno, al grave odio, all’ardente ira,
cade sul prato, e verso il ciel sospira.
Orlando furioso- La follia di Orlando, XXIII)
Vi chiederete perché ho citato l’Orlando Furioso.
Per rispondere ad una domanda che spesso mi viene rivolta appena dico di essere Psicologa: “Dottoressa a me sembra che sia nettamente peggiorata la salute mentale, prima non succedevano queste cose, ora la cronaca nera ci dipinge efferate omicidi ogni giorno.
È d’accordo?”. Questo è un estratto dell’opera di Ariosto, risalente al 1500.
Sembra la versione romanzata di un manuale psicodiagnostico. L’amore da sempre è passione e la passione può sfociare anche in follia. Continuare a nascondere la testa sotto la sabbia, fingendo che queste cose siano il frutto delle nuove tecnologie, credo che sia quanto di più sbagliato si possa fare. Sarebbe opportuno aumentare l’educazione all’empatia, insegnare ai nostri figli e alla nostra figlia a vivere l’amore in maniera travolgente, ma non perdendo mai il rispetto per se’ e per l’altro. Facile? Non credo. Ma credo che sia doveroso provarci!
Dott.ssa Federica Giusti
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